Il Final Report di FAROS racconta risultati, impatto e prospettive di crescita maturati nel corso di quattro edizioni.
Il mercato della Blue Economy in Italia
La Blue Economy europea genera circa 890 miliardi di euro di fatturato. In questo scenario, l’Italia si colloca tra i principali player del continente, grazie a circa 7.900 chilometri di coste, oltre 230 mila imprese e filiere d’eccellenza quali il trasporto marittimo, il turismo costiero, le biotecnologie marine e la cantieristica.
Nel nostro Paese, l’economia del mare genera +216 miliardi di euro di fatturato, coinvolge oltre un milione di occupati, vale circa l’11% del PIL e cresce 2,5 volte più velocemente rispetto al resto dell’economia. Eppure, il suo potenziale rimane in gran parte inesplorato.
La Blue Economy continua infatti a essere uno dei mercati più sottofinanziati e meno connessi d’Europa. La frammentazione dell’ecosistema, il difficile accesso ai capitali e la distanza tra ricerca, startup, imprese e istituzioni rallentano la trasformazione dell’innovazione in applicazioni industriali e opportunità di mercato.
Il settore è inoltre attraversato da grandi vettori di cambiamento come l’intelligenza artificiale e l’innovazione tecnologica, la spinta regolatoria verso la decarbonizzazione e la sostenibilità e la geopolitica e la sicurezza delle rotte e delle infrastrutture strategiche.
La sfida non è quindi soltanto sviluppare nuove tecnologie, ma creare le condizioni perché possano essere finanziate, sperimentate e adottate. È da questa esigenza che nasce FAROS, il primo acceleratore italiano dedicato alle startup della Blue Economy, parte della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital.
Un acceleratore verticale per l’economia del mare
Dal 2022 al 2026, FAROS ha lavorato per costruire un ponte tra startup, imprese, investitori, mentor, istituzioni e territori.
Il programma è stato sviluppato con il contributo di a|cube, nel ruolo di program manager e local manager per il Taranto Hub, e di Wylab, local manager per La Spezia Hub. Nel corso delle quattro edizioni, attorno all’acceleratore si è consolidato un ecosistema composto da partner industriali, corporate, autorità portuali, enti territoriali e soggetti finanziari, che ha coinvolto oltre 100 organizzazioni e attivato più di 250 relazioni.
Il modello di FAROS si è sviluppato lungo tre direttrici principali: empowerment imprenditoriale, open innovation e investimenti.
Le startup selezionate hanno avuto accesso a oltre 1.000 ore di supporto, tra formazione collettiva e consulenza strategica personalizzata, oltre che a percorsi di sperimentazione in contesti industriali reali. A queste attività si è affiancato il supporto finanziario nelle diverse fasi di crescita, attraverso investimenti, accompagnamento al fundraising e incontri con investitori.
Oltre 3.150 startup intercettate, 32 accelerate
L’attività di scouting ha permesso a FAROS di entrare in contatto con un ampio bacino di innovazione nazionale e internazionale.
Nel corso del programma sono state individuate più di 3.150 startup. Le call hanno raccolto complessivamente 731 candidature, dalle quali sono state selezionate 87 realtà invitate ai Selection Day. Al termine del processo, 32 startup hanno preso parte ai percorsi di accelerazione.
Il portafoglio comprende soluzioni riconducibili a diversi ambiti quali Ocean Data, Offshore Energy & Storage, Coastal Tourism, Smart Ports & Green Shipping, Sea Health & Restoration e Shipbuilding.
Tra le tecnologie sviluppate figurano sistemi per la produzione di energia dal moto ondoso, robot e droni per il monitoraggio subacqueo, digital twin di porti e infrastrutture, piattaforme per la raccolta e l’analisi dei dati marini, soluzioni per l’acquacoltura sostenibile, nuovi materiali e strumenti per migliorare l’efficienza energetica e operativa.
Dalla tecnologia alla sperimentazione: 19 progetti pilota
Uno degli aspetti più rilevanti del programma è stato il rapporto diretto tra startup e aziende.
FAROS ha realizzato 19 progetti pilota, coinvolgendo 17 startup e 6 aziende. I Proof of Concept hanno permesso di testare le tecnologie in contesti operativi reali, verificandone la fattibilità e il potenziale di adozione.
Le sperimentazioni hanno riguardato, tra gli altri ambiti, il monitoraggio della qualità delle acque, l’ispezione delle infrastrutture subacquee, la formazione del personale portuale attraverso simulatori, la realizzazione di digital twin, l’efficienza energetica degli impianti, la produzione sostenibile di biocarburanti e l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale per il controllo e la manutenzione.
Questo approccio ha reso l’open innovation uno strumento concreto di collaborazione. Le startup hanno potuto confrontare le proprie soluzioni con dati, vincoli e processi industriali reali; le aziende, allo stesso tempo, hanno avuto accesso a tecnologie emergenti e a nuovi modelli di innovazione.
Cinque milioni investiti e 33 milioni raccolti
Sul fronte finanziario, FAROS ha investito complessivamente 5 milioni di euro nelle startup del programma.
Il capitale si divide tra 2,8 milioni di euro di investimenti iniziali e 2,2 milioni di euro di follow-on, destinati a sostenere le successive fasi di crescita.
L’effetto del programma è proseguito anche dopo l’accelerazione. Le startup hanno raccolto complessivamente 33 milioni di euro in equity, di cui 18 milioni dopo il programma, e ottenuto 6 milioni di euro di fondi pubblici, quattro dei quali successivamente al percorso FAROS.
Tra il 2022 e il 2026, le imprese del portafoglio hanno inoltre prodotto 27 milioni di euro di ricavi complessivi. Diciassette startup hanno superato i 100 mila euro di fatturato, segnalando un’evoluzione non soltanto tecnologica, ma anche commerciale.
Il programma, inoltre, ha contribuito alla creazione di oltre 70 nuovi posti di lavoro.
Una piattaforma per il futuro della Blue Economy
Dopo quattro edizioni, FAROS si prepara a evolvere da programma di accelerazione a infrastruttura aperta per l’innovazione nella Blue Economy.
La prospettiva è rafforzare il ruolo dell’acceleratore come piattaforma di open innovation, sperimentazione e costruzione di ecosistemi, ampliando la collaborazione con territori, imprese e attori finanziari.
Il percorso raccontato nel Final Report dimostra che il futuro dell’economia del mare non dipenderà soltanto dalla disponibilità di nuove tecnologie, ma dalla capacità di costruire relazioni, attivare investimenti e trasformare la sperimentazione in adozione concreta.
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Il Final Report approfondisce i risultati delle quattro edizioni, i progetti pilota realizzati, le tecnologie sviluppate e gli apprendimenti maturati all’interno del programma.
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