FAROS: l’acceleratore Blue Economy con sede a La Spezia e Taranto, ha presentato le 8 startup della seconda edizione

Dallo sviluppo di materiali sostenibili per la tutela degli ecosistemi marini all’integrazione di dispositivi intelligenti volti a potenziare la sicurezza sul lavoro in ambito portuale: le 8 idee innovative dietro alle start up di Faros.

Si è conclusa con grande successo la 2° edizione di Faros, primo acceleratore italiano in ambito Blue Economy della Rete Nazionale CDP, di cui Wylab è local manager per l’Hub di La Spezia.

Il programma di accelerazione, durato 4 mesi -arricchito da oltre 200 ore di training e attività di mentoring realizzate grazie a un ecosistema di esperti composto da centri di ricerca, università, poli di innovazione e aziende corporate –  è stato finalizzato allo sviluppo tecnologico, alla definizione del modello di business e alla strategia go-to-market.

L’evento di chiusura ha visto la presentazione di 8 startup che, rispondendo alla mission dell’acceleratore, hanno sviluppato soluzioni innovative per risolvere alcune delle sfide più importanti nel campo della blue economy. 

In occasione del Demo Day, i team hanno avuto l’opportunità di presentarsi e raccontare i risultati raggiunti a una platea di stakeholders, partner e investitori. Lo sviluppo di 6 progetti pilota, che hanno incluso analisi e studi di fattibilità per testare il potenziale delle startup all’interno delle attività produttive dei partner coinvolti, ha evidenziato l’efficacia del modello di accelerazione di Faros e ha rinforzato le partnerships con chi supporta attivamente la crescita di queste promettenti realtà. Per l’hub di La Spezia fondamentale è stato il supporto strategico di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, che ha offerto alle startup esperienze concrete, momenti di confronto e una prospettiva diretta del settore nel contesto locale. Altrettanto significativi sono stati gli interventi dei co-investor Crédit Agricole Italia e Duferco. Infine non possiamo non citare il supporto dei partner istituzionali Comune di La Spezia, Fondazione Carispezia e PromoStudi La Spezia, dei main partner Acciaierie d’Italia, Fincantieri, e dei Corporate Partner BCC San Marzano, JV Tempa Rossa, RINA. 

Dallo sviluppo di materiali sostenibili e di tecnologie avanzate per la tutela degli ecosistemi marini, all’integrazione di dispositivi intelligenti volti a potenziare la sicurezza sul lavoro in ambito portuale, ecco le idee 8 dietro le start up selezionate negli hub di La Spezia e Taranto:

BRT Simulators produce dispositivi di simulazione personalizzabili e modulari, per migliorare la sicurezza dei lavoratori e per ridurre gli sprechi in ambienti complessi come quelli delle industrie tradizionali. La startup ha sviluppato due progetti di testing di simulatori 3D come strumento di formazione: il primo, in collaborazione con Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, focalizzato sulle attività di movimentazione delle merci e il secondo, in collaborazione con Acciaierie d’Italia, destinato a essere impiegato nei processi di formazione del personale. http://www.btrsimulators.it

Celesta ha presentato un dispositivo IoT avanzato per la gestione ottimizzata delle risorse in grado di tracciare la posizione e l’integrità dei container e di vigilare in modo attivo gli ambienti di lavoro e quelli naturali. https://www.celestasrl.it

Dock Power progetta pontili unici al mondo che, sfruttando il principio fisico della «diffrazione», consentono al movimento delle onde di attraversare la struttura generando elettricità e riducendo l’impatto ambientale delle infrastrutture energetiche portuali. Insieme a Eni Joule, la startup ha elaborato uno studio di fattibilità, presso il sito ENI di Taranto, per la realizzazione di una boa di ormeggio integrata con un sistema di produzione di energia da moto ondoso. https://www.dockpower.it

Limenet ha progettato, brevettato e ingegnerizzato una tecnologia innovativa per la conversione del biossido di carbonio in una soluzione acquosa di bicarbonati di calcio, garantendo uno stoccaggio di CO2 duraturo e stabile in mare. In collaborazione con Duferco, la startup ha realizzato uno studio di fattibilità relativo allo stoccaggio in un ambiente industriale di 100K tonnellate di anidride carbonica. https://limenet.tech/

SEADS (SEA Defence Solutions), con le sue Blue Barriers, è in grado di raccogliere il 100% della plastica fluviale prima che raggiunga gli oceani, trasformando questi rifiuti in risorse utili per le comunità locali. https://www.seadefencesolutions.com

SEAform sviluppa piattaforme galleggianti autosufficienti e sostenibili che, attraverso tecnologie proprietarie innovative, permettono la vita sull’acqua attraverso un sistema modulare integrato con l’ecosistema marino. La startup ha condotto uno studio di fattibilità in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio per valutare l’introduzione di un sistema di piattaforme galleggianti nel porto di Taranto. https://www.seaform.it

Wast3d Shells (W3DS) estrae CaCO3 da rifiuti attualmente non riciclabili quale i gusci di mitili, producendo materiali estrudibili di alta qualità per stampanti 3D. https://wast3dshells.com 

Wearable Robotics si occupa della progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi robotici indossabili avanzati, integrati con sistemi di realtà virtuale in ambito industriale e medicale. Con Fincantieri ha avviato una collaborazione finalizzata alla progettazione del design customizzato di esoscheletri per esigenze e applicazioni specifiche. http://www.wearable-robotics.com/kinetek/

Chiusa la seconda edizione, l’acceleratore si prepara a lanciare nelle prossime settimane una nuova call alla ricerca delle migliori startup nazionali e internazionali nel campo della Blue Economy, confermando il suo impegno a sostenere l’innovazione e la sostenibilità in questo settore. 

Per maggiori informazioni sul programma e sui prossimi appuntamenti si invitano gli interessati a visitare il sito ufficiale di Faros: https://farosaccelerator.com/.

 

Faros è un’iniziativa promossa da CDP Venture Capital SGR in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, e gestito dal program manager a|cube e dal local manager (La Spezia) Wylab.

Le attività dell’Hub di La Spezia sono svolte in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale – Porti di La Spezia e Marina di Carrara, il supporto dei main partner Acciaierie d’Italia, Fincantieri, dei co-investor Crédit Agricole Italia e Duferco e dei Corporate Partner BCC San Marzano, JV Tempa Rossa, RINA, con la partnership istituzionale del Comune di La Spezia, Fondazione Carispezia e PromoStudi La Spezia.

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