Incontro con Gianluca D’Agostino | Il caffé con l’imprenditore

Anche a giugno si è tenuto l’appuntamento de “Il caffè con l’imprenditore”, l’incontro periodico che Wylab organizza con i protagonisti del settore Tech. L’ospite di venerdì era Gianluca D’Agostino, personaggio poliedrico con un’esperienza davvero straordinaria.

Ingegnere Elettronico, ha iniziato la sua carriera in Thomson Multimedia, TIM e KPMG. Sono anni leggendari che vedono nascere il tech in Italia, anni in cui si comincia a parlare di innovazione e si immagina il mondo digitale. Gianluca ci racconta che il ruolo fisso del manager tecnico gli stava stretto, a lui è sempre piaciuto il viaggio, nuovi punti di vista così decide di non concentrarsi come altri su una sola professione.

Così ci descrive un percorso che riassume in tre tappe: comincia come manager, diventa imprenditore, si scopre investitore.

Come gli facciamo notare, la descrizione delle sue esperienze sul suo account LinkedIn è impressionante: imprenditore e Angel Investor tra Italia e Regno Unito. Consigliere di amministrazione di due società tecnologiche quotate, Bango e Onmobile Global. Founder di Neomobile e suo CEO fino al 2015, (società partita da Roma e diventata leader globale nel Mobile Entertainment e Payment con €1Bn di ricavi in dieci anni). Premiato come l’imprenditore digitale europeo 2011. Attivo investitore, advisor e mentor di startup, con focus su eCommerce e SaaS. La sua ultima avventura è stata rientrare in Italia per lanciare Techshop dopo 10 anni a Londra.

Proprio la lunga fase londinese ci fornisce il pretesto per chiedergli un confronto tra il mondo britannico e l’Italia. Gianluca ci tratteggia una differenza culturale e di approccio politico al tema del Tech e dell’innovazione, descrivendo come tale differenza abbia ripercussioni su tutta la filiera: dalle startup agli investitori.

Fin dal suo arrivo a Londra si rende conto della grande attenzione che tutti i decision maker in ogni settore ponevano al mondo tech. Dopo solo un anno e mezzo si ritrova invitato con altri investitori e imprenditori internazionali a Downing Street. Il Primo Ministro voleva iniziare un percorso volto a facilitare lo sviluppo del comparto tech.

Incentivi per investitori, facilitazioni e attenzione che in Italia sono ancora poco concreti. A livello macro alcune cose stanno succedendo, la politica lentamente prende atto dei cambiamenti. Ma nel settore manca ancora un senso di community, che significa scambio di idee, connessione tra i player, che porti alla creazione di un ecosistema del settore. “Con Techshop” ci dice “proviamo a dare un contributo alle startup con cui entriamo in contatto. Anche se decidiamo di non investire su di loro. A volte la generosità è fondamentale per far crescere la comunità, anche senza un diretto ritorno personale.

Imparare a fare l’investitore non è stato semplice. Gianluca racconta che è normale fare sbagli all’inizio ma le esperienze diverse sono utili oltre che per imparare, per crearsi un network.

Poi un consiglio per le startup: il Venture Capital oggi cerca storie ad alto potenziale, perciò anche lo storytelling fa la differenza. Bisogna imparare a raccontarsi, sedurre l’investitore e lasciare percepire l’ambizione. “L’esperienza la fai con i pitch a livello internazionale”, ci racconta esortando le startup a comprendere l’importanza di saper comunicare il proprio progetto.

Il “Caffè con l’imprenditore” è un appuntamento periodico di Wylab dedicato alle aziende e startup del nostro network.

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